Centro Studi TIM, l'Esport un settore ancora limitato

Centro Studi TIM, l'Esport un settore ancora limitato
© foto di Centro Studi TIM
venerdì 17 dicembre 2021, 23:55eSports
di Matteo Mattei
fonte Centro Studi TIM
L'Esport trasforma il videogaming

L'Esport è ancora un settore limitato ma con grandi prospettive. A testimoniare il tutto, il Centro Studi TIM, l'organismo di ricerca del Gruppo TIM che elabora studi e approfondimenti tematici sul settore del digitale. Poco meno di un miliardo di euro a livello mondiale, 24 milioni in Italia, il 59% da sponsorizzazioni e il 30% dalla vendita di diritti. I ricavi generati dal pubblico rappresentano l'11% del totale del mercato, rispetto a una stima iniziale per il 2020 del 15%; la pandemia ha colpito duramente le entrate generate da merchandising e vendita di biglietti, compensata in parte dalla crescita dei ricavi da streaming e acquisti in-game

In Europa, circa 6 tifosi di calcio su 10 sono anche appassionati di Esport. Sempre più coinvolti anche i club sportivi tradizionali e i singoli atleti, che attirano una consistente base di fan. I partner e gli sponsor spaziano in settori anche molto lontani dagli Esport, ma con i quali si possono generare reciproci benefici in termini di popolarità (settori retail, finanziario e assicurativo, automobilistico, alimentare, operatori tlc, etc.). Un esempio su tutti la versione “virtuale” del GP (Esports Virtual Grand Prix) è stata trasmessa in streaming sulle principali piattaforme digitali (Twitch, Youtube, Facebook) nonché in TV in tutto il mondo e ha raggiunto 11,4 mln di visualizzazion. Piloti professionisti molto seguiti come Charles Leclerc, George Russell, Marc Marquez, Valentino Rossi e Stoffel Vandoorne si sono cimentati nel SIM Racing (simulazione di gare virtuali), insieme ad altri sportivi come i calciatori Sergio Aguero, Arthur Melo, Thibaut Courtois e il campione di golf Ian Poulter.