Esports Legal Forum, problemi tra ambush marketing e proprietà intellettuale
Spostando l'attenzione verso i mercati esteri, è possibile trarre spunti per risolvere i problemi che attanagliano il sistema esportivo italiano. È l'analisi condotta dall'avvocato Vincenzo Giuffrè dello studio DLA Piper, che ha confrontato le norme che si applicano nei Paesi più maturi dal punto di vista Esports. La Francia, per esempio, si è dotata di una legge che differenzia e regola i tornei fisici e quelli online. In India vengono definiti i tornei Esports quando le abilità personali prevalgono rispetto alla sorte. La Corea del Sud, invece, è il Paese più avanzato nella normativa. È stata istituita un'autorità pubblica che ha il controllo sulle competizioni e impartisce eventuali sanzioni.
Sotto il punto di vista strettamente business, il tema della pubblicità è assolutamente rilevante. Il settore presenta però alcune aree poco definite. Come analizzato dall'avvocato Licia Garotti, Head of IP and Technology Law e Co-Head Esports practice dello studio Gattai, Minoli e Partners, una di queste è il cosiddetto ambush marketing. Si tratta dell'associazione non consentita di un marchio in un evento molto seguito, sia fisico che online. Grazie a questo meccanismo un brand può sfruttare la risonanza mediatica anche di un content creator famoso, appropriandosi di fatto del suo seguito.
Gli Esports hanno diverse implicazioni, non solo a livello pubblicitario. A differenza dello sport tradizionale, le competizioni si giocano su videogiochi che hanno una proprietà intellettuale ben definita. Questo aspetto di centrale importanza nel sistema Esports è stato affrontato dall'avvocato Luca Pardo dello studio Ontier, che ha illustrato quanto la tutela del diritto d'autore possa influenzare lo sviluppo del settore, se non viene affrontata adeguatamente. Occorre trovare un bilanciamento tra le esigenze dei publisher nel tutelare i diritti sulle proprie opere e quelle degli operatori del settore. Senza un sistema di regole e di accordi chiari, l'attività esportiva rischia di diventare farraginosa e complicata. La soluzione proposta è di adottare un modello aperto: un sistema di licenze che permetta di organizzare le competizioni in modo semplice ed equilibrato.
